L’ABC fiorentino #insider 1/3

Sta girando tra i blogger un progetto denominato #insider, lanciato per primo da Silvia di Trippando, che richiede di compilare un alfabeto legato alla nostra città. Su Firenze si è già espressa girovagandoioete, con un post legato all’a-b-c del vernacolo. Anche io proverò a dare il mio contributo.

Dato che non amo i post troppo lunghi, ho deciso di dividere il mio alfabeto in tre post. Ecco il primo

A come Arno: croce e delizia di noi fiorentini, che lo guardiamo con reverenza e apprensione ogni qual volta piova un po’ più spesso, memori della famosa Alluvione che portò in nostro aiuto angeli del fango da tutto il mondo.

B come Bruschetta: che non manca mai nelle nostre tavole, insieme a un bel tagliere di salumi e formaggi. La più comune, quella della domenica sera, quando a pranzo hai mangiato troppo e ti è rimasto un tocco di pane, è la fettunta: pane abbrustolito, aglio strisciato e olio buono.

C come Cascine: il parco più grande della città, dove andare a passeggio la domenica o al mercato il martedì.  Dove andare a camminare o correre e dove sovente si poteva trovare il Monni a passeggio.

D come il David di Donatello: in giro per la città potete trovarne due versioni. La prima in Piazza Signoria, la seconda al Piazzale. Ma l’originale è custodito dentro l’Accademia di belle arti. La prima volta che l’ho visto sono rimasta senza parole e mi sono stupita di come un uomo sia riuscito a fare ciò. 

E come l’Ellera: “l’amore è come l’Ellera, dove s’attacca móre, così così il mio cuore si è attaccato a te!” Canta una delle famose canzoni popolari che ancora oggi è possibile sentire, grazie a La Nuova Pippolese.  Ho scelto questa, che spesso canticchio in questi giorni, per ricordare tutti gli stornelli e le canzoncine in vernacolo che fanno parte della mia fiorentinità. Ricordo ancora quando davanti ad una chitarra, seduti su una scalinata o su un plaid al parco, intonavamo “L’Alluvione”, “Teresina” o “La lallera” di Riccardo Marasco.

F come “i Fiorentini”: chiusi, critici, abitudinari, polentoni. Chi viene da fuori ci ama e ci odia: non è facile integrarsi, ma se qualcuno riesce ad entrare nel nostro cuore gli diamo tutto.  Siamo gente strana, lo ammetto!

G come (San) Giovanni: e anche qui parte subito la citazione musicale “Firenze spara i fóchi, quando arriva San Giovanni, e si guardano e si dice ‘gl’eran meglio quegl’altranni’.” (Firenze l’è piccina, Leonardo Pieraccioni). I fuochi d’artificio sono l’evento clue della festa: tutta la città si mobilita per andarli a vedere. Per mancare devi avere dei validi motivi! La ricerca del posto con la vista migliore è lo sport preferito del giorno. Il momento più bello è quando tutti fanno “Ohhh” ormai solo per il gusto di farlo.

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8 pensieri riguardo “L’ABC fiorentino #insider 1/3

      1. No, penso tu possa cominciare già ora! Sul post di trippando in cui parla dell’ABC (link nel mio post) dice di aggiungerlo nei commenti. Io l’ho aggiunto lì

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